La decisione del Comune di Bologna di ridurre da quattro a tre le sezioni della Scuola dell’Infanzia Giuseppe Dozza, nel quartiere Porto-Saragozza, ha scatenato la protesta dei genitori. Il provvedimento, che entrerà in vigore a partire da settembre 2025, prevede il trasferimento di due insegnanti e di un collaboratore in un’altra sede, oltre alla redistribuzione dei bambini nelle sezioni rimanenti.
Il Comitato Genitori ha espresso profondo dissenso per quella che definisce una scelta «scellerata», motivata dall’amministrazione con il calo demografico, la necessità di potenziare gli asili nido e la riorganizzazione logistica in vista della costruzione del nuovo Polo Scolastico 0/6, il cui completamento è previsto per dicembre 2025.
Secondo le famiglie, il Comune ha trascurato le conseguenze che la soppressione di una sezione avrà sui bambini, costretti a separarsi da insegnanti e compagni di riferimento, e sulle famiglie con esigenze particolari, come quelle con certificazioni di disabilità o problematiche culturali. «L’allontanamento di tre membri del gruppo di lavoro abbasserà gli standard dell’offerta formativa ed educativa», sottolineano i genitori in una lettera arrivataci in redazione.
Una delle principali critiche riguarda la mancata condivisione della decisione con le famiglie. La notizia della riduzione delle sezioni è stata diffusa prima dalla stampa e solo successivamente comunicata ai genitori via e-mail. Nonostante ripetuti tentativi di dialogo, le richieste di confronto avanzate dal Comitato Genitori non hanno ricevuto risposte soddisfacenti.
Un incontro con l’Ufficio Scuola, tenutosi il 21 gennaio 2025, si sarebbe svolto senza la presenza dell’assessore alla scuola Daniele Ara e del presidente del Quartiere Porto-Saragozza Lorenzo Cipriani, aumentando il senso di frustrazione tra le famiglie.
I genitori propongono un’alternativa: mantenere la quarta sezione fino al 2026, quando sarà completato il nuovo Polo Scolastico, evitando così una modifica strutturale che potrebbe rivelarsi prematura. «Abbiamo già dimostrato spirito di adattamento, subendo le conseguenze della chiusura dell’Asilo Nido Bruco Rosa e della riduzione degli spazi scolastici per via dei cantieri» affermano.
La protesta intende accendere i riflettori su quella che viene percepita come una gestione imposta dall’alto, senza il coinvolgimento delle famiglie. «Noi conosciamo la nostra scuola e il suo valore, è per questo che ci teniamo e denunciamo quanto sta accadendo», concludono i genitori, determinati a far sentire la propria voce.
foto: di archivio

