Bologna è la quarta città italiana dove il caro affitti spinge maggiormente i lavoratori a vivere fuori dal capoluogo per trovare abitazioni più sostenibili. Chi sceglie di allontanarsi dalla città può risparmiare in media fino a 4.000 euro all’anno sul canone di locazione, ma oltre metà del beneficio viene assorbito dalle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro.
È il risultato dell’analisi realizzata dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) nazionale sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. Secondo lo studio, la distanza tra luogo di residenza e luogo di occupazione sta diventando un nuovo costo fisso per molte famiglie, con effetti anche sulle imprese che cercano personale.
A Bologna, infatti, il risparmio ottenuto spostandosi nei comuni esterni viene ridimensionato da circa 2.100 euro annui di spese legate agli spostamenti: carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altri costi della mobilità. Una situazione che rende più complesso l’accesso alla città per chi lavora ma non può sostenere il prezzo delle abitazioni.
Per CNA il problema abitativo sta incidendo anche sulla disponibilità di manodopera. «Questo fenomeno è una delle cause che provoca la difficoltà per le aziende bolognesi a trovare manodopera – commenta Claudio Pazzaglia, Direttore Generale CNA Bologna –. Ci sono molte persone che rinunciano a posti di lavoro perché i costi degli affitti vicino all’azienda sono troppo elevati e se si cerca un’abitazione più distante, il problema del trasporto risulta troppo oneroso: costoso prendere l’auto, mancanza di collegamenti se si sceglie il trasporto pubblico. Casa, trasporti, lavoro: sono temi sempre più connessi e sempre più difficili da affrontare insieme, a scapito dei lavoratori e delle imprese».
L’indagine evidenzia una dinamica simile anche in altre grandi città. A Milano il trasferimento fuori dal centro consente un risparmio medio sull’affitto di circa 5.400 euro all’anno, ma più di 2.300 euro vengono spesi per la mobilità. A Roma il vantaggio teorico di circa 4.800 euro si riduce di oltre 2.200 euro a causa dei maggiori costi per gli spostamenti. Anche a Firenze una parte consistente del risparmio sulla casa viene cancellata dalle spese per raggiungere il lavoro.
Il problema riguarda in modo particolare artigiani e piccole imprese, per cui muoversi sul territorio è parte integrante dell’attività quotidiana. Installatori, manutentori, elettricisti e serramentisti devono affrontare costi sempre più elevati per raggiungere clienti, cantieri e fornitori.
Secondo le elaborazioni CNA, un elettricista può arrivare a sostenere circa 5.600 euro all’anno di spese di mobilità, mentre termoidraulici e manutentori possono raggiungere i 6.700 euro. Per gli installatori di impianti, che percorrono fino a 35mila chilometri ogni anno, il costo può sfiorare gli 8mila euro per ogni mezzo utilizzato.
«Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti – sottolinea il Presidente CNA Nazionale Dario Costantini – servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale».

