A Bologna il mercato degli affitti continua a mostrare segni evidenti di squilibrio, con prezzi spesso sproporzionati rispetto alla qualità degli immobili offerti. A denunciarlo è ADUC, Associazione Utenti e Consumatori di Bologna, che raccoglie sempre più segnalazioni da parte di cittadini in difficoltà nel trovare una sistemazione adeguata, soprattutto in una città dove la domanda resta molto alta.

Il problema principale, secondo l’associazione, è l’eccessivo costo richiesto per abitazioni che, nella maggior parte dei casi, presentano condizioni strutturali e funzionali mediocri. Si tratta spesso di appartamenti in classe energetica G, privi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con impianti vecchi, infissi danneggiati, arredamenti datati e rubinetteria mal funzionante. Un livello qualitativo che non giustifica le cifre richieste, spesso pari a quelle di immobili ben più moderni.

Chi vive in affitto a Bologna si trova spesso costretto a farsi carico di piccole riparazioni attingendo a risorse proprie, anche ricorrendo a soluzioni “informali” pur di evitare lungaggini o spese maggiori. In molti casi gli inquilini segnalano contratti obsoleti e penalizzanti, proposti dai proprietari sulla base di modelli suggeriti da associazioni di categoria. In alcuni documenti è ancora presente la clausola del «visto e piaciuto», nonostante sia considerata inadeguata rispetto alle tutele minime per gli affittuari. «Manca inoltre la ripartizione per gli interventi di media entità», osserva ADUC, sottolineando che spesso i proprietari preferiscono sciogliere anticipatamente il contratto piuttosto che occuparsi delle dovute manutenzioni.

Una parte consistente del problema riguarda anche la motivazione economica di molti locatori: secondo l’associazione, c’è chi utilizza le rendite degli immobili come unica fonte di guadagno, cercando di mantenere elevati standard di vita grazie ad affitti gonfiati. In altri casi, si tratta di investimenti in nuove costruzioni – soprattutto monolocali e bilocali – per i quali si cerca di rientrare rapidamente delle spese, riversando sui conduttori canoni mensili insostenibili per numerose categorie lavorative.

Il disagio colpisce in modo particolare studenti e giovani lavoratori. Per chi arriva a Bologna per motivi di studio, trovare una stanza è sempre più difficile e costoso, con offerte squilibrate e sistemazioni trasformate in veri e propri dormitori. «Nella ricerca di affitti ci sono molte più offerte per studentesse che per studenti maschi», nota ADUC, che ipotizza anche un ampio ricorso a subaffitti e contratti in nero per contenere i costi.

Il fenomeno è aggravato dalla crescita degli affitti brevi legati al turismo. L’overtourism ha infatti determinato una riduzione dell’offerta abitativa tradizionale, con conseguente aumento dei prezzi. «Occorrerebbe mantenere alta l’attenzione sia sulla qualità effettiva dei servizi che dal punto di vista fiscale», afferma ADUC.

L’associazione bolognese lancia così un appello per affrontare una situazione che definisce preoccupante e manifesta «solidarietà per coloro che affrontano il calvario di un immobile in affitto non adeguato e molto costoso».

foto: da archivio e da esempio

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