In Emilia-Romagna un adolescente su tre mila è segnalato per rapina, il tasso più alto tra le regioni italiane, secondo il rapporto di Save the Children «(Dis)armati. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà», presentato oggi. Il quadro regionale mostra un aumento costante delle segnalazioni per lesioni personali e porto d’armi tra i 14 e i 17 anni, mentre estorsioni e minacce restano relativamente contenute.

Il dato sulle rapine (3,06 ogni mille adolescenti) colloca l’Emilia-Romagna in cima alla classifica nazionale, con un incremento marcato rispetto al 2014. Le lesioni personali seguono da vicino (1,89 ogni mille, seconda solo al Friuli Venezia-Giulia), mentre il porto d’armi tra i minorenni raggiunge 0,93 ogni mille, la cifra più alta d’Italia.

A Bologna, nello specifico, i primi sei mesi del 2025 segnalano una riduzione dei casi di minacce e risse tra minorenni. Le minacce passano da 78 nel 2024 a 23 nel primo semestre 2025, mentre le risse diminuiscono da 22 a 6. I dati su rapine e lesioni personali restano elevati: rispetto a dieci anni fa, il numero di adolescenti segnalati per rapina e lesioni è ancora molto superiore ai valori del 2014, anche se i primi sei mesi del 2025 suggeriscono una possibile stabilizzazione.

Il rapporto evidenzia come l’Emilia-Romagna rimanga la regione italiana con la più alta incidenza di minorenni coinvolti in rapine, lesioni e porto d’armi, confermando la persistenza di una pressione criminale significativa sui giovani.

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