Cartello del tram al contrario, Campaniello: «Solo una copertura temporanea», ma allora perché risistemarla dritta?

Un cartello del tram montato al contrario può essere un semplice errore di cantiere. Ma in un post sui social la spiegazione dell’assessore alla Nuova Mobilità bolognese, Michele Campaniello, è che quel pannello non era affatto la segnaletica definitiva, bensì una «copertura protettiva temporanea». Allora una domanda diventa inevitabile: perché è stato montato al contrario e poi risistemato nel modo corretto? È questo il punto che rimane aperto dopo le parole dell’assessore sul pannello fotografato alla fermata di via Indipendenza.

Campaniello ha contestato la notizia, accusando chi l’ha diffusa di non aver verificato adeguatamente la fotografia e invitando a «ingrandire una foto» prima di «prendere dei granchi». Secondo l’assessore, infatti, non si trattava della segnaletica definitiva destinata ai passeggeri, ma di un pannello provvisorio utilizzato per proteggere le strutture durante i lavori.

Una spiegazione che chiarisce che cosa fosse quel pannello, ma non risponde alla domanda perché quello è stato montato al contrario e gli altri no?

Lo stesso Campaniello, del resto, nella sua ricostruzione scrive che «uno di questi è stato rimontato al contrario» e che, mentre scriveva il suo intervento, era già stato rimesso a posto. Quindi è lo stesso assessore a far capire che è stato un errore, visto che è stato risistemato (sic!).

Se si tratta di un errore di montaggio, perché non chiamarlo semplicemente per quello che è?

È proprio questa la strada scelta, invece, dall’ex sindaco di Bologna Virginio Merola, oggi deputato alla Camera dei deputati con il Partito democratico. Commentando la vicenda, Merola ha scritto: «A volte capita di sbagliare quando si lavora su strada e non si sta dietro la tastiera». Merola, dunque, parla esplicitamente di un errore.

Campaniello, invece, concentra il proprio intervento soprattutto sulla natura temporanea del pannello e sulla presunta superficialità di chi ha sollevato la questione. Il problema è il modo in cui si sceglie di rispondere a una segnalazione. Perché se un elemento di un’infrastruttura ancora in costruzione viene installato al contrario, non c’è nulla di particolarmente grave nell’ammetterlo. I lavori possono comportare errori, modifiche, interventi e correzioni. Non è questo a mettere in discussione un’opera.

Ma sostenere che la questione sia una «tempesta in un bicchiere» perché il pannello era temporaneo sembra voler rigirare la frittata pur di non ammettere l’errore.

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