Al carcere Dozza di Bologna la mancanza di personale infermieristico sta complicando la gestione quotidiana dei detenuti. Secondo Gaetano Alessi, responsabile comparto sanità, e Marco Pasquini, segretario generale della Fp Cgil di Bologna, ad oggi mancano tre unità infermieristiche, una carenza che grava pesantemente sui turni e sulla qualità delle cure.

«Questo comporta difficoltà a garantire turni, cure, oltre che determinare un appesantimento degli operatori presenti», spiegano i sindacalisti. Con l’avvicinarsi dell’estate, aggiungono, sarà ancora più complicato assicurare la fruizione delle ferie, in un contesto dove già operare in sicurezza è difficile.

La carenza di personale sanitario negli istituti penitenziari, sottolineano i rappresentanti della Fp Cgil, è un problema ciclico. La Direzione dell’Ausl di Bologna, secondo i sindacati, fatica a garantire un organico sufficiente per le necessità dei detenuti. Serve una pianificazione mirata, con nuove assunzioni e un sistema di valorizzazione economico e normativa per tutte le figure professionali in carcere: infermieri, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica e operatori socio-sanitari.

Domani, 8 aprile, è in programma un’assemblea con tutte le categorie coinvolte per decidere eventuali iniziative nei confronti dell’Ausl di Bologna, nel caso in cui non arrivino soluzioni concrete ai problemi denunciati.

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