Per la prima volta in cinquant’anni di attività, un negozio di via Marconi ha dovuto interrompere il lavoro a causa di un allagamento. L’episodio riguarda Ugo Home, al civico 8, e secondo Ascom Confcommercio Bologna sarebbe stato provocato dalle modifiche realizzate davanti all’esercizio durante il cantiere del tram.

L’associazione di categoria sostiene che il rifacimento della sede stradale e la posa della pavimentazione in porfido abbiano modificato le pendenze dell’area, convogliando l’acqua piovana verso il portico e l’ingresso del negozio. Una situazione che si sarebbe manifestata dopo la violenta perturbazione che ha interessato Bologna nella serata di lunedì 29 giugno.

Secondo Confcommercio, il nuovo porfido risulterebbe collocato a un livello più alto rispetto al pavimento in marmo del portico e alle grate che conducono al piano interrato dell’attività commerciale, alterando così il naturale deflusso dell’acqua.

«In cinquant’anni non ho mai avuto allagamenti – dice Gabriele Grimandi, socio dell’attività commerciale -. Nonostante abbia più volte sottolineato alla direzione lavori che avrebbero dovuto mantenere le pendenze preesistenti al momento del rifacimento del manto stradale e della posa del porfido davanti al mio negozio, nulla è stato fatto. Per questo, è necessario che venga effettuata una verifica da parte di un tecnico terzo in modo da correggere tempestivamente l’errore di progettazione e di esecuzione».

Dopo l’episodio, Confcommercio chiede che vengano svolti accertamenti tecnici per verificare se la nuova conformazione della strada abbia contribuito all’allagamento.

Sulla vicenda interviene anche Renato Nucci, presidente della circoscrizione Porto-Saragozza di Confcommercio, che ritiene il Comune debba intervenire per affrontare la situazione. «Dopo l’esperienza dell’allagamento causato dalla fuoriuscita del Canale Reno, registriamo ora un altro allagamento dovuto ai lavori del tram che non hanno rispettato le pendenze naturali per gli scoli dell’acqua. Questi sono danni per i quali il Comune di Bologna dovrebbe assolutamente farsi carico», commenta Nucci.

foto: rappresentativa

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