Possibile stop di due anni della Bologna-Portomaggiore a Budrio, pendolari restano senza risposte da FER e Comuni

La possibile interruzione della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore continua a generare incertezza tra i cittadini. Sabato scorso il Comitato Viabilità e Territorio ha incontrato l’Associazione Pendolari Bologna-Portomaggiore, preoccupata per le voci sempre più insistenti su una sospensione del servizio a Budrio dal 1° gennaio, che potrebbe durare fino a due anni. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata da FER (Ferrovie Emilia-Romagna) né dai Comuni interessati, e questo silenzio sta alimentando tensioni e malcontento tra i viaggiatori.

Il Comitato Viabilità e Territorio ha espresso solidarietà ai pendolari, denunciando l’assenza di trasparenza istituzionale. «Non si può chiedere ai cittadini di adattarsi al silenzio – afferma il Comitato Viabilità e Territorio –. Due anni di interruzione, se confermati, non sono un dettaglio tecnico, ma due anni di vita reale: lavoro, scuola, orari da riscrivere, abitudini da cambiare. Dobbiamo organizzarci, serve trasparenza e rispetto».

Anche l’Associazione Pendolari sottolinea la necessità di avere informazioni certe per potersi preparare ai disagi che una chiusura così lunga comporterebbe. «Vogliamo solo sapere per tempo cosa accadrà. Chi usa la ferrovia tutti i giorni deve potersi organizzare, non scoprire le cose a lavori iniziati. Anche da parte nostra c’è molta preoccupazione, perché i pendolari, già vessati dai lavori di interramento partiti ufficiosamente nel dicembre 2022, si vedrebbero costretti a una nuova interruzione a Budrio, con un lunghissimo percorso su autobus per ulteriori due anni. È impensabile chiedere ai cittadini di sopportare ancora disagi senza avere un’informazione chiara e una prospettiva certa sui tempi e sulle alternative».

Per il Comitato Viabilità e Territorio, la questione non riguarda solo la tratta ferroviaria ma l’intera mobilità dell’area est metropolitana. Senza una pianificazione coordinata tra la Bologna-Portomaggiore e la Lungosavena, il rischio è quello di un blocco dei collegamenti in un quadrante già congestionato. «Il Lotto 3 della Lungosavena – ricordano dal Comitato – resta l’unica opera in grado di dare respiro a un quadrante già congestionato, ma di cui nessuno sembra occuparsi con la necessaria urgenza».

Nell’assenza di comunicazioni ufficiali, comitati e associazioni hanno scelto di muoversi autonomamente, scambiandosi informazioni e cercando chiarimenti. Una reazione che, per il Comitato, dimostra la vitalità della società civile ma anche il ritardo della politica: i cittadini, ancora una volta, arrivano prima delle istituzioni.

Condividi