A Bologna mezzo convento diventa uno studentato universitario in cambio di una ristrutturazione totale

La Fondazione Carisbo pagherà quasi 2 milioni e mezzo di euro per la trasformazione di parte del Convento in residenza universitaria ma anche per la ristrutturazione di altri spazi del Convento che non c’entrano nulla con lo studentato. Inoltre, sempre la Fondazione darà soldi ai frati cappuccini per pagare la residenza a 10 studenti in condizioni di particolare disagio.

Una porzione del Convento di San Giuseppe Sposo, in via Bellinzona 6 a Bologna, diventerà una nuova residenza universitaria. Lo prevede un accordo tra l’Università di Bologna, i frati minori cappuccini e la Fondazione Carisbo per la realizzazione di un nuovo studentato nel capoluogo emiliano-romagnolo. Un usufrutto trentennale consentirà all’Ateneo bolognese di accedere a un bando di finanziamento ministeriale per l’edilizia universitaria. Se il progetto sarà finanziato, si realizzerà una residenza capace di ospitare circa 90 posti alloggio per studenti, aule studio e aule a uso didattico da mettere a disposizione di studenti e studentesse con i requisiti di merito e reddito per fruire dei benefici di legge per il diritto allo studio, nonché studentesse e studenti in condizioni di particolare disagio socio-economico, compresi gli studenti lavoratori. 

Come funziona l’accordo?

La Fondazione Carisbo, che aveva promosso da alcuni anni l’iniziativa che ha portato all’accordo attuale, si impegna a farsi carico degli oneri sia di progettazione della trasformazione di parte del Convento in residenza universitaria (circa 3.200 metri quadrati), sia di progettazione e ristrutturazione di altri spazi del Convento ad uso esclusivo dell’Ordine religioso. La Fondazione, inoltre, assume l’impegno nei confronti dell’ente ecclesiastico di erogare un contributo istituzionale per ciascuno dei 30 anni di usufrutto dell’immobile a residenza universitaria a favore di 10 studenti in condizioni di particolare disagio socio-economico garantendo loro la copertura completa dei costi di vitto e posto alloggio. Gli oneri complessivi assunti dalla Fondazione ammontano a circa 2.400.000 euro, già disponibili sul Bilancio 2022. 

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