È nato Bologna Sicura, il nuovo comitato civico promosso da Una Nuova Bologna, che nella giornata di ieri ha raccolto, secondo gli organizzatori, oltre 3mila firme nei punti di ascolto allestiti in via Marconi, Piazza del Nettuno e via Indipendenza. Il comitato avrà sede in via Marconi 6/2 e nasce con l’obiettivo dichiarato di diventare un luogo permanente di confronto tra cittadini, commercianti, lavoratori, associazioni e categorie economiche.
A promuovere Bologna Sicura è il candidato sindaco del progetto civico Una Nuova Bologna, Alberto Zanni, che collega la nascita del comitato ai recenti disordini nel centro storico di Bologna. Secondo il candidato, gli ultimi episodi hanno reso evidente un malessere che da tempo interessava una parte della cittadinanza e che, a suo giudizio, si è manifestato con la raccolta delle firme.
Bologna Sicura: «Le oltre 3mila firme dimostrano il disagio dei bolognesi»
Secondo Zanni, la partecipazione registrata nella prima giornata di attività del Comitato Bologna Sicura dimostrerebbe che il malcontento dei cittadini non è legato soltanto agli ultimi avvenimenti.
«Le oltre 3.000 firme raccolte in poche ore nei nostri punti di ascolto di Via Marconi, Piazza del Nettuno e Via Indipendenza, dimostrano che il disagio dei bolognesi non nasce oggi. Gli ultimi fatti sono stati la scintilla che ha fatto esplodere un malcontento profondo verso un’amministrazione che molti cittadini ritengono distante dai problemi reali della città».
Bologna Sicura: le segnalazioni raccolte sulla sicurezza in città
Nel presentare Bologna Sicura, il candidato sindaco afferma che durante la raccolta firme sono emerse numerose segnalazioni relative alla percezione della sicurezza, alle difficoltà delle attività economiche e alle condizioni vissute da alcune categorie di cittadini. «Abbiamo raccolto le segnalazioni di cittadini che ci raccontano di non sentirsi più sicuri, di attività economiche in difficoltà per le scelte dell’amministrazione e di categorie più fragili, come anziani, disabili, ma anche donne che vivono la città con crescente preoccupazione. È un clima che non può essere ignorato».
Nel comunicato, Zanni sostiene inoltre che i recenti scontri abbiano avuto ripercussioni anche su residenti, lavoratori, commercianti e forze dell’ordine.
«Molti cittadini pensano che, ancora una volta, le conseguenze delle scelte ideologiche del sindaco siano ricadute su chi non aveva alcuna responsabilità, come i residenti rimasti bloccati o inclusi negli scontri che li hanno sorpresi sotto casa e hanno subito l’effetto dei lacrimogeni, lavoratori impossibilitati a rientrare, commercianti danneggiati, le decine di agenti feriti e i danni economici che ricadono sui cittadini».

