Il Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) di Bologna ha criticato di nuovo l’amministrazione comunale di Bologna, sottolineando come persistano problemi contrattuali e carenze nelle dotazioni per gli agenti locali. Secondo il sindacato, le dichiarazioni del sindaco Matteo Lepore a favore della Polizia di Stato rischiano di essere una strumentalizzazione politica che distoglie l’attenzione dalle necessità della Polizia Locale.
«Prima di vedere la pagliuzza nell’occhio dello Stato occorrerebbe forse guardare la trave del Comune di Bologna», afferma Luca Falcitano, segretario regionale del SULPL. Dal 2003 il numero degli agenti è sceso dagli oltre 660 unità a circa 600, considerando le nuove assunzioni del 2026, senza contare i pensionamenti o i trasferimenti.
La mancanza di strumenti come il taser costringe inoltre gli agenti a utilizzare lo spray non balistico o la pistola per fermare persone pericolose, come nel caso dell’assassino del capotreno.
Il sindacato contesta anche gli incrementi salariali decisi unilateralmente dalla giunta, definiti «briciole» dopo anni di blocco del salario accessorio. Il SULPL chiede interventi concreti per garantire agli agenti indennità adeguate, aumenti contrattuali, miglioramenti del welfare e della pensione integrativa, sottolineando che la sicurezza della cittadinanza dipende da chi lavora quotidianamente sul territorio, al di là di posizioni politiche o ideologiche.

