«È incoerente», Zanni attacca il consigliere Begaj dopo la denuncia al brigadiere per il commento su Fakir

L’accusa di incoerenza nei confronti di Detjon Begaj arriva da Alberto Zanni, candidato sindaco con Una Nuova Bologna, dopo la denuncia presentata dal consigliere comunale di Coalizione civica (nonchè attivista del Labàs) contro un brigadiere dei carabinieri per un commento pubblicato sui social dopo la morte di Abderrahim Fakir. Il brigadiere avrebbe commentato: «Uno in meno». Secondo Zanni, la condanna dell’odio dovrebbe valere in ogni circostanza e senza «doppi standard».

«Sono del parere che le intimidazioni e l’odio si debbano condannare sempre, senza eccezioni e senza doppi standard. Condivido infatti la posizione del consigliere comunale Detjon Begaj, che ha denunciato un brigadiere dei carabinieri per un commento pubblicato sui social dopo la morte di Abderrahim Fakir. L’Arma ha successivamente avviato gli opportuni accertamenti e disposto il trasferimento temporaneo del militare in attesa della conclusione delle verifiche», dichiara Zanni.

Zanni richiama l’episodio del fantoccio di Giorgia Meloni

Il candidato sindaco sostiene, però, che la posizione di Begaj non sarebbe stata coerente rispetto ad altri episodi del passato. Zanni fa riferimento in particolare al novembre 2022, quando a Bologna alcuni collettivi esposero un fantoccio raffigurante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni appeso a testa in giù.

«Proprio perché condivido questo principio, vedo un’incoerenza: non mi risultano analoghe prese di posizione pubbliche del consigliere Begaj nel novembre 2022, quando a Bologna i collettivi esposero un fantoccio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni appeso a testa in giù. Un gesto gravissimo, che evocava l’esposizione del corpo di Benito Mussolini a Piazzale Loreto, una delle pagine più drammatiche della storia italiana».

Zanni ricordache, dopo quell’episodio, il Consiglio comunale di Bologna votò tre ordini del giorno di solidarietà nei confronti della presidente del Consiglio. Secondo quanto affermato dal candidato sindaco, Begaj, pur presente in aula, non avrebbe partecipato al voto.

«Quando si condanna l’odio, lo si deve fare sempre»

La critica di Zanni si concentra quindi sul principio della condanna uniforme di ogni forma di violenza simbolica o intimidazione. «Se si condanna giustamente un commento disumano pubblicato dopo la morte di un cittadino da un brigadiere, si deve condannare con la stessa nettezza ogni forma di violenza simbolica. Se non è incoerenza questa cos’è?».

Condividi