Europa Verde Bologna attacca il progetto dei bus a idrogeno avviato da Tper e dal Comune, definendolo «un fallimento annunciato». Nel mirino del partito ambientalista di Bologna ci sono i costi dell’operazione, l’efficienza energetica dei mezzi e il trasporto dell’idrogeno fino ai depositi cittadini.

Il piano prevede l’acquisto di 127 autobus a idrogeno per un investimento da 75 milioni di euro. L’idrogeno utilizzato sarà di tipo “Blu”, ottenuto dal metano, e arriverà al deposito di via Battindarno attraverso camion bombolai.

Nel post pubblicato sui social, Europa Verde sostiene che diverse esperienze europee avrebbero già mostrato problemi nella gestione dei bus a idrogeno. Vengono citati studi secondo cui questi mezzi richiederebbero fino al 145% di energia in più rispetto agli autobus elettrici e costi di gestione pari a 2,3 volte superiori a parità di distanza percorsa.

Il partito afferma, inoltre, che esperti e studiosi avrebbero cercato di convincere Tper a puntare sui bus elettrici a batteria. Tra questi viene citato Vittorio Marletto dell’associazione Energia per l’Italia, che nel gennaio 2023 partecipò a un incontro con i vertici dell’azienda.

«Gli autobus a batteria non sono il futuro del trasporto pubblico locale, sono il presente. Nel senso che si tratta dei mezzi più comprati attualmente dalle aziende di trasporto pubblico europee. La grande rivoluzione è cominciata in Cina, dove ormai praticamente quasi tutti i mezzi di trasporto pubblico su ruota sono elettrici a batteria. Si parla di centinaia di migliaia di mezzi in circolazione», disse Marletto.

In particolare viene contestata soprattutto l’efficienza della filiera dell’idrogeno. «Tra produzione, compressione, trasporto e riconversione nelle fuel cell, circa il 70% dell’energia elettrica utilizzata per fabbricare idrogeno verde viene dispersa, il che mette questi mezzi sullo stesso livello di inefficienza di quelli termici. È molto più conveniente utilizzare l’energia fotovoltaica per caricare direttamente le batterie, il che consente di raggiungere un’efficienza del 90%».

Marletto parla anche dei problemi legati al trasporto dell’idrogeno verso Bologna. «Occorre poi sottolineare che l’idrogeno deve viaggiare su bombole (da Ferrara o Ravenna) per raggiungere i depositi bolognesi, che si trovano nel cuore della città. Quindi, oltre ad un aumento di traffico e inquinamento atmosferico, c’è un serio tema di sicurezza dato che l’idrogeno è molto esplosivo».

Viene, infine, criticata la scelta di proseguire sul progetto nonostante le osservazioni avanzate dagli esperti. «TPER e Comune non hanno accolto i nostri suggerimenti e faranno di tutto per rendere luccicante il funzionamento di questi nuovi autobus e per nascondere eventuali defaillance. Di certo c’è che a medio termine dovrebbe risultare evidente l’insostenibilità di tutto il sistema, come già accaduto in varie situazioni europee dove i progetti sono stati sospesi o cancellati del tutto».

Condividi