Al Sant’Orsola aumentano i costi per i medici in libera professione, FIALS attacca: «Si scarica sui medici il peso del dissesto finanziario»

Dal prossimo 1° settembre, i medici e gli operatori sanitari del Policlinico Sant’Orsola di Bologna impegnati in attività di libera professione dovrebbero fare i conti con un netto aumento dei costi a loro carico. La misura sarebbe stata decisa dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria, «senza confronto con le parti sindacali», e sarebbe destinata a ridurre significativamente i compensi netti dei professionisti, secondo quanto denuncia la FIALS Emilia-Romagna.

La sigla sindacale attacca con durezza l’iniziativa, che definisce una «manovra gravissima e intollerabile», volta a «scaricare sui medici e operatori sanitari il peso del dissesto finanziario generato da anni di gestione fallimentare da parte della Regione Emilia-Romagna e della Direzione Aziendale».

Secondo FIALS, l’aumento dei costi diretti e generali non risponde a una vera esigenza organizzativa, ma piuttosto a una strategia per recuperare risorse pubbliche. L’effetto, spiegano, sarà una drastica riduzione della quota che resta effettivamente nelle tasche dei professionisti.

La Segreteria regionale contesta anche le modalità di comunicazione ai pazienti: «È inaccettabile che chi assicura continuità assistenziale anche al di fuori dell’orario istituzionale venga trattato come un bancomat. Ancor più vergognoso è che l’Azienda comunichi il cambiamento ai pazienti solo “se il medico modifica il proprio compenso”, tentando così di addossare al professionista la responsabilità di un rincaro che ha origine altrove».

In risposta, FIALS ha annunciato una serie di iniziative: ha diffidato formalmente l’Azienda dal procedere con l’attuazione unilaterale del nuovo schema tariffario, ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con l’Assessorato regionale alla Sanità e ha invitato i professionisti coinvolti a sospendere le attività in libera professione fino a una revisione dei parametri economici.

Inoltre, la segreteria guidata da Alfredo Sepe ha preannunciato la possibilità di coinvolgere la Corte dei Conti, l’ANAC e gli ispettori del Ministero della Salute. «FIALS non resterà in silenzio davanti all’ennesimo tentativo di fare cassa sulla pelle dei lavoratori. Se la Regione vuole coprire i suoi debiti, abbia il coraggio di farlo con atti politici trasparenti, non colpendo medici e cittadini attraverso false riforme tecniche», conclude il comunicato.

Condividi