Il movimento annuncia una mobilitazione per chiedere «verità e giustizia» per Abderrahim Fakir e per le vittime della strage del 1980. Zanni chiede a Prefetto e Questore di vietare la manifestazione.
Potere al Popolo Bologna annuncia che porterà il caso di Abderrahim Fakir nelle iniziative del 2 agosto a Bologna, giornata dedicata alla commemorazione delle vittime della strage della stazione. Il movimento ha dichiarato che durante la manifestazione chiederà «verità e giustizia» sia per le 85 persone uccise il 2 agosto 1980 sia per il 43enne morto al Pilastro durante un intervento delle forze dell’ordine.
L’annuncio è arrivato attraverso un post pubblicato sui canali social di Potere al Popolo. Il movimento sostiene che la richiesta di giustizia per Fakir debba essere collegata a quella per la strage della stazione e più in generale a «tutte le vittime degli omicidi di Stato». «Pensiamo sia doveroso portare questi temi anche alla manifestazione del 2 agosto, tenendo insieme la richiesta di verità e giustizia per la strage della stazione e per l’omicidio di Fakir, insieme a quello per tutte le vittime degli omicidi di Stato», scrive Potere al Popolo.
La petizione contro lo scudo penale
Nel post, il movimento annuncia anche una petizione nazionale per chiedere l’abolizione dello scudo penale per gli agenti di polizia e per il personale sanitario. Potere al Popolo parla inoltre di una nuova fase di mobilitazione che proseguirà in autunno, con un convegno nazionale sulla repressione previsto per l’inizio di settembre. Secondo il movimento, il caso Fakir rappresenterebbe un punto di partenza per affrontare il rapporto tra quartieri popolari, sicurezza e gestione della città da parte delle istituzioni.
La reazione di Alberto Zanni di Una Nuova Bologna
La posizione di Potere al Popolo ha provocato la reazione di Alberto Zanni, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali con la lista civica Una Nuova Bologna. Zanni ha chiesto al Prefetto e al Questore di non autorizzare iniziative che, secondo lui, rischiano di spostare il significato della giornata del 2 agosto a Bologna. «La memoria delle 85 vittime non può essere sfruttata per altre battaglie politiche», afferma Zanni.
Secondo il candidato sindaco, il 2 agosto deve rimanere una giornata dedicata esclusivamente al ricordo delle vittime della strage, ai familiari e alla richiesta di verità e giustizia sull’attentato del 1980.
Lo scontro sulle parole di Lepore
Zanni interviene anche sulle dichiarazioni del sindaco Matteo Lepore, che aveva sostenuto come in passato gruppi con temi diversi fossero stati isolati dalla partecipazione democratica dei cittadini. Per Zanni questo compito non dovrebbe spettare ai cittadini, ma alle istituzioni. «Non sono i bolognesi che devono isolare chi vuole utilizzare il 2 agosto per altre rivendicazioni. Questo compito spetta alle istituzioni», sostiene.

