Professore dell’Università di Bologna a processo per molestie e stalking verso un ricercatore

Un giovane assegnista di ricerca dell’Università di Bologna ha denunciato il proprio superiore, un professore associato della Facoltà di Scienze Biologiche, per presunte molestie sessuali e atti persecutori. Secondo quanto riferito dalla vittima, il docente, un uomo di circa cinquant’anni, avrebbe inizialmente avanzato proposte ambigue per poi passare a comportamenti sempre più invasivi, fino a costringerlo a subire palpeggiamenti all’interno dei laboratori universitari.

Le accuse e l’avvio del processo

Dopo mesi di avances, telefonate e messaggi insistenti, la vittima, un ricercatore trentenne residente a Bologna ma originario di un’altra regione, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Le indagini della Procura hanno portato alla richiesta di giudizio immediato nei confronti del professore, accusato di violenza sessuale aggravata dal rapporto gerarchico e di stalking.

Secondo le contestazioni, i fatti sarebbero avvenuti tra settembre 2022 e dicembre 2023, periodo in cui si sarebbero verificate molestie e palpeggiamenti, mentre le condotte persecutorie sarebbero proseguite fino a giugno 2024. Il ricercatore ha descritto un clima di costante ansia e timore che lo avrebbe reso incapace di lavorare serenamente.

L’intervento delle autorità e il ruolo dell’Università

A seguito della denuncia, le forze dell’ordine hanno attivato il protocollo del “Codice rosso”, misura di tutela per le vittime di violenza. Il professore è stato sottoposto al divieto di avvicinamento e obbligato a indossare il braccialetto elettronico.

Entrambi continuano a lavorare per l’Università di Bologna, anche se in ambienti separati. Ad oggi, l’Ateneo non ha adottato provvedimenti disciplinari nei confronti del docente. Il rettore Giovanni Molari ha dichiarato: «Siamo a conoscenza del caso e del procedimento penale in corso. Siamo in attesa degli accertamenti dell’autorità giudiziaria e dell’esito del procedimento per valutare eventuali determinazioni conseguenti».

L’esito del processo stabilirà se il professore dovrà affrontare ulteriori conseguenze accademiche e legali. Nel frattempo, l’Università resta in attesa delle decisioni della magistratura.

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