Una dipendente di Trenitalia (nostra scelta non citare il nome) alla stazione di Bologna ha inviato alla nostra redazione una denuncia sulle condizioni di lavoro rischiose durante i turni notturni. Secondo la sua testimonianza, i dipendenti (spesso giovani donne) incaricati di biglietteria, assistenza e reperibilità notturna affrontano regolarmente situazioni pericolose senza alcun presidio di sicurezza.
«Durante i turni notturni veniamo chiamati per gestire emergenze legate a treni cancellati, coincidenze perse o viaggiatori da assistere, ai quali bisogna fornire taxi, hotel o informazioni logistiche. Tutto questo avviene in stazione e nei sottopassaggi bui, senza alcun accompagnamento o vigilanza. Anche il parcheggio aziendale è non sorvegliato e facilmente accessibile da estranei».
Secondo la dipendente, decine di segnalazioni formali inviate a Trenitalia negli ultimi anni sono rimaste senza riscontro. L’azienda avrebbe dichiarato che «non esistono criticità», mentre l’Organismo di Vigilanza ha sostenuto che «non rientra nell’ambito di applicazione» delle procedure interne. Nessuna misura concreta è mai stata adottata per proteggere il personale.
La dipendente sottolinea che la sua denuncia non riguarda solo casi pubblici: «Ci sono decine di episodi non raccontati: lavoratrici inseguiti nei sottopassaggi, minacciate da persone con disturbi o senza fissa dimora, lasciate sole di notte in ambienti privi di vigilanza».
La donna che lavora in stazione di Bologna critica la gestione dei turni da parte di Trenitalia, definita «inadeguata» rispetto al rischio reale a cui viene esposto il personale.

