Il Comune di Bologna ci ripensa, l’Uaar rende pubblici i dati sui “No” all’ora di religione alle scuole materne

Dopo avere inizialmente negato l’accesso ai dati, il Comune di Bologna ha trasmesso all’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) le informazioni sulla non frequenza dell’insegnamento della religione cattolica nelle singole scuole dell’infanzia comunali. A renderlo noto, attraverso una lettera inviata alla nostra redazione, è la stessa associazione, che ha diffuso i numeri relativi all’anno scolastico 2025/2026.

Secondo quanto riferito dall’Uaar, in un primo momento Palazzo d’Accursio aveva respinto la richiesta di conoscere il numero dei bambini che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica in ciascuna scuola, fornendo soltanto dati aggregati per quartiere. L’amministrazione aveva ritenuto che il dettaglio per singolo istituto fosse «irrilevante» e «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti».

Dopo la richiesta di riesame presentata dall’associazione, il Comune ha però modificato il proprio orientamento e ha trasmesso le informazioni richieste, consentendo così la pubblicazione dei dati.

Secondo quanto comunicato dall’Uaar, nell’anno scolastico 2025/2026 sono 22 le scuole dell’infanzia comunali, su un totale di 68, nelle quali la maggioranza dei bambini frequenta l’attività alternativa all’ora di religione. Le percentuali più elevate riguardano le scuole Baroncini, dove i non avvalentisi raggiungono il 65%, seguite dalle Lipparini con il 63%, dalle Betti plesso 2 con il 62% e dalle Zucchelli e Roselle con il 61%. Anche nelle scuole con la percentuale più contenuta, Andersen e Dozza, i bambini che non frequentano l’insegnamento della religione cattolica rappresentano comunque il 25%.

«I dati che abbiamo liberato – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar – dicono ai genitori bolognesi che hanno scelto l’ora alternativa che i loro bimbi di tre anni non si sentiranno isolati, visto che la scelta laica ha numeri consistenti ovunque. Coloro che hanno scelto l’Irc con questo timore o perché male informati possono rivolgersi all’Uaar per cambiare la scelta in qualsiasi momento».

L’associazione riferisce inoltre che i dati, ancora parziali, relativi all’anno scolastico 2026/2027 mostrerebbero un lieve calo delle scelte dell’attività alternativa. Nella lettera inviata alla redazione, l’Uaar sostiene inoltre che l’insegnamento della religione cattolica venga spesso presentato come una semplice attività culturale sulla storia delle religioni, ribadendo invece che «per legge è un insegnamento “conforme alla dottrina della Chiesa” impartito da docenti scelti a insindacabile giudizio del vescovo».

L’Uaar conclude chiedendo al Comune di Bologna di fornire un’informazione più completa alle famiglie, ricordando loro che è possibile interrompere la frequenza dell’insegnamento confessionale anche ad anno scolastico già iniziato.

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