La società del trasporto pubblico a Bologna, Tper, ha respinto il reclamo presentato da una giovane passeggera che aveva denunciato atteggiamenti ritenuti troppo autoritari da parte di un controllore durante un controllo a bordo di un mezzo pubblico. Alla ragazza avevano cercato di dare supporto anche alcuni passeggeri, tra cui un delegato Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), ma nella risposta ufficiale la società di trasporti li ha definiti come «interferenze di altre persone che rendevano complessa una corretta comunicazione».
Nella stessa replica, Tper ha aggiunto che «può capitare che il comportamento degli agenti, improntato al rigore ed alla fermezza, possa essere ritenuto troppo rigido». Una definizione che ha suscitato perplessità tra chi era intervenuto per difendere la giovane, i quali si considerano «clienti paganti, passeggeri onesti che cercano di fare la cosa giusta».
La versione dei controllori, interpellati dall’azienda, è stata ritenuta sufficiente a chiudere la vicenda: «gli agenti verificatori, da noi interpellati, hanno sostenuto di aver tenuto, nei suoi confronti, un atteggiamento professionale ed hanno dato una versione diversa dei fatti, ribadendo di averle fornito tutte le informazioni relative alla contestazione». Nessuna responsabilità, dunque, è stata ammessa dagli operatori.
Aduc sottolinea il rischio di un precedente pericoloso: nei controlli sui mezzi pubblici, la parola dei verificatori finirebbe per pesare più di quella dei passeggeri. L’associazione si chiede inoltre se gli agenti percepiscano una percentuale sulle sanzioni emesse, ipotesi che – se confermata – aprirebbe a un possibile conflitto di interessi.
Negli ultimi giorni, numerosi cittadini hanno segnalato ad Aduc episodi simili, parlando di comportamenti «improntati al rigore e alla fermezza» non solo nei confronti dei multati, ma anche davanti a semplici testimoni delle verifiche.

