Vetri delle auto spaccati, parabrezza frantumati e finestrini rotti nei parcheggi pubblici di Bologna: episodi sempre più frequenti che colpiscono i residenti, costretti a pagare di tasca propria le riparazioni. La risposta del Comune? Un contributo economico che copre solo il 70% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 250 euro. Una misura che punta a tamponare l’emergenza, ma che lascia irrisolto il problema principale: l’aumento degli atti vandalici e la mancanza di interventi strutturali per la sicurezza urbana.

Dal 22 aprile 2025, i residenti che hanno subito atti vandalici contro la propria auto a Bologna potranno fare richiesta per ottenere il rimborso parziale delle spese sostenute per la sostituzione o la riparazione dei vetri danneggiati. Il contributo del Comune di Bologna per vetri auto danneggiati coprirà il 70% della cifra spesa, ma non oltre i 250 euro per ciascun richiedente. Le domande saranno accolte in ordine cronologico e i fondi saranno assegnati fino a esaurimento del budget totale, che ammonta a 30mila euro.

Per ottenere il rimborso, sarà necessario presentare online una richiesta con SPID o CIE, allegando fattura e prova di pagamento, oltre alla denuncia alle autorità. Il veicolo non dovrà essere coperto da assicurazione per i danni subiti, salvo i casi con franchigia: in questo caso il contributo sarà calcolato su quella quota. I danni rimborsabili dovranno essersi verificati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025.

Le scadenze per la presentazione della domanda sono piuttosto rigide. Chi ha subito danni nei primi quattro mesi dell’anno dovrà inoltrare la richiesta entro il 30 maggio, mentre chi subirà vandalismi nei mesi successivi avrà a disposizione solo 30 giorni dalla data del fatto. Il rimborso verrà versato direttamente sul conto corrente indicato nella domanda.

Ma la vera questione, al di là delle cifre, è un’altra. In una città dove i danni alle auto in sosta per vandalismo sono in costante aumento, la scelta dell’amministrazione di limitarsi a un parziale risarcimento appare come una soluzione tampone, che non risolve nulla sul fronte della prevenzione.

L’iniziativa rischia così di diventare un palliativo per pochi, mentre molti altri cittadini continueranno a subire danni senza poter contare su un reale intervento pubblico. Il problema della sicurezza urbana a Bologna resta irrisolto, e con esso anche la fiducia di chi si sente abbandonato di fronte a un fenomeno sempre più diffuso.

Il Comune parla di aiuto concreto per chi subisce danni, ma la percezione di molti è che si stia pagando per non dover affrontare il problema alla radice. Più che una politica di prevenzione, si assiste a una gestione emergenziale che, oltre a essere limitata nei fondi, non garantisce equità né protezione futura.

Condividi