Operatrice sanitaria insultata per il suo aspetto, cercava lavoro

«Sei una tossica», «Oddio che mostro! Chi l ha prende», «Non se l ha prende nessuno». Sono solo alcuni dei commenti e messaggi (gli errori grammaticali sono autentici) che ha ricevuto ieri Elettra Manson, una ragazza di 34 anni della provincia di Bologna, sotto un suo post sul gruppo Facebook Cerco Offro lavoro BOLOGNA in cui si presenta e si offre per qualsiasi tipo di lavoro serio e retribuito. Un semplice annuncio di lavoro accompagnato da un paio di sue foto. Ma proprio queste due foto hanno creato scalpore per alcune persone che, invece di rispondere al suo annuncio, hanno cominciato ad offenderla per il suo aspetto. Elettra ha numerosi tatuaggi e piercing sul suo corpo. «Avrà la f..a tatuata, il seno già lo so, a zampate sui denti sta troi..!», scrive Marlene. Barbara, invece, ci va piano: «Non credo siano foto da curriculum». Elettra è specializzata come Operatrice socio-sanitaria (Oss) e il suo annuncio è, dunque, rivolto a chi conosce qualcuno nelle case di cura o negli ospedali che, in questo periodo di emergenza Coronavirus, necessitano di un aiuto.

La 34enne ha bisogno di un lavoro, ma chi la insulta e la offende in pubblico e anche nei messaggi in privato, avrebbe forse bisogno di un supporto psicologico. Specie Corinne che in un suo commento nel gruppo pensa che se un’anziana guardasse i tatuaggi e i capelli rasati di Elettra «morirebbe di paura». E poi c’è anche il marpione di turno che, dopo averle dato della tossica la contatta in privato per chiederle scusa e provarci. Al No di Elettra alle sue avances, il bel marpione dagli occhi azzurri (tatuato anche lui) la manda a fanculo. Niente di nuovo per il popolo dei social abituati a offendere le donne. Anche se, nel 2020, questo tipo di offese, di odio e di approcci potrebbero essere accantonati.

Tuttavia, sono numerosi i commenti di persone che realmente rispondono all’annuncio di lavoro di Elettra. «Chi mi offende sono soprattutto persone di sesso femminile, molte donne adulte, tranne una minima parte sui 22 anni. Ma le signore di mezza età sono le più scatenate», racconta Elettra alla Gazzetta di Bologna. Tuttavia, c’è anche chi la contatta in privato seriamente e chi pubblicamente la difende dai commenti che la discriminano per il suo aspetto. «Purtroppo io non posso darti lavoro..ma se potessi te lo darei. Sei bellissima per noi», le scrive Giada. «Mi fiderei più di lei che tutte queste donne che la criticano! Bigotte», commenta, invece, Martina. Ed Elettra sa difendersi bene e ci dice: «Penso che alla fine me l’aspettavo, certo non con questa risonanza. Non mi sento ferita ma soltanto perplessa perché questa quarantena forse ha incattivito ancora di più le bestie. I commenti solidali, invece, mi regalano la speranza che un giorno questa mentalità possa cambiare. Io, o purtroppo o per fortuna, sono quella che vedete, non riesco ad essere diversa e non voglio, mi snaturerebbe». Parole, quelle di Elettra, che, in questo 25 aprile 2020, rimbombano nel silenzio delle città ma anche nel caos dei social network dove proprio la libertà di opinione viene spesso confusa con l’offesa e il pregiudizio. 

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