A distanza di un anno dalla demolizione del guado costruito dai cittadini, Monterenzio si ritrova punto e a capo. La strada provinciale 7, unico collegamento diretto tra il Comune dell’Appennino bolognese e Bologna, sarà nuovamente chiusa da domani 27 maggio per lavori urgenti legati ai danni dell’alluvione del 2023. E, ironia della sorte, l’amministrazione avrebbe deciso di ripristinare un attraversamento temporaneo sul torrente Idice. Proprio dove sorgeva il guado demolito nel 2024.

La SP7, già al centro di forti polemiche per le sue condizioni precarie, verrà interrotta per almeno due settimane per consentire la risagomatura del versante franoso e la realizzazione di un canale di drenaggio. Una chiusura che riapre ferite ancora fresche.

Nel maggio 2023, infatti, Monterenzio fu uno dei Comuni più colpiti dall’alluvione. La frana che travolse la zona sommerse anche la SP7, dividendo il paese in due e costringendo i cittadini a deviazioni di oltre 60 chilometri. In risposta all’isolamento, un gruppo di imprenditori locali costruì in pochi giorni un ponte in calcestruzzo di 16 metri sul fiume Idice. Un’opera nata dall’emergenza, che in breve tempo era diventata simbolo di solidarietà e resistenza.

Tuttavia, la struttura fu giudicata pericolosa dalla Regione e dalla Città Metropolitana, che ne ordinarono la demolizione. Le proteste della popolazione, un ricorso al Tar e l’intervento del Consigliere regionale Marco Mastacchi non riuscirono a fermare l’abbattimento, avvenuto nel maggio 2024.

Oggi si torna a parlare di guado. L’attuale amministrazione comunale, in accordo con la Regione, avrebbe deciso di realizzare un nuovo attraversamento provvisorio nello stesso punto del guado originario, vicino alla piscina comunale. Servirà esclusivamente durante i momenti di chiusura della SP7.

Ma le richieste politiche non si fermano. Il Consigliere Mastacchi ha presentato una nuova interrogazione per chiedere se sia prevista la costruzione di un guado permanente, «progettato in modo da garantire la sicurezza idraulica e risultare pienamente conforme alla normativa vigente».

Anche Mattia Polazzi, capogruppo di Alleanza Metropolitana, ha chiesto spiegazioni al sindaco metropolitano: «La demolizione del guado sul fiume Idice ha lasciato il territorio di Monterenzio senza un collegamento alternativo stabile, mentre la SP 7 continua a presentare criticità che preoccupano cittadini e amministratori locali. È necessario un intervento strutturale, non più rinviabile, per garantire sicurezza e continuità alla viabilità della vallata dell’Idice».

Polazzi sottolinea che «la sola gestione emergenziale non basta» e incalza l’amministrazione a prevedere una nuova infrastruttura stabile. «Basta rassicurazioni a vuoto. Il territorio ha bisogno di certezze, di opere reali e di tempi chiari. Non possiamo permettere che si ripetano situazioni di isolamento o pericolo».

Con la chiusura della SP7 e l’ennesima soluzione provvisoria, la vicenda del guado di Monterenzio torna così al centro del dibattito politico e della quotidianità dei cittadini. Una storia che, a distanza di due anni, sembra ancora lontana dal trovare un punto fermo.

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