La piazza di Bibbiano andrà alla Lega e non alle Sardine, lo dice il questore di Reggio Emilia

Noblesse oblige. Il 23 gennaio la piazza di Bibbiano, comune della Val D’Enza divenuto famoso per l’inchiesta Angeli e Demoni sui presunti affidi illeciti di bambini, andrà alla Lega di Matteo Salvini e non alle Sardine. Almeno è stato così deciso dal questore di Reggio Emilia che ha invitato l’organizzazione delle sardine a fare un passo indietro perché sarebbe più importante la campagna elettorale della Lega che presenterà ai cittadini di Bibbiano la sua candidata a presidente della Regione Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni. Salvini, dunque, ha avuto la precedenza. Le Sardine avevano chiesto già da giorni  (prima della Lega) piazza della Repubblica per una manifestazione antisovranista, ma adesso, come ha riferito il Fatto quotidiano, la loro richiesta sarebbe stata bloccata e sarebbero stati invitati a cambiare data.  Il questore avrebbe applicato la regola sugli spazi pubblici in campagna elettorale, che spettano prima ai partiti in corsa per il voto.

Quella piazza piace così tanto alla Lega perché basa la sua campagna elettorale sull’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto anche il sindaco Pd di Bibbiano, Andrea Carletti, messo inizialmente ai domiciliari. Questi ultimi annullati, però, lo scorso 14 gennaio perché «infondati» (secondo la Cassazione).  

Dunque, oggi il questore di Reggio-Emilia, Antonio Sbordone, ha dato la priorità alla campagna elettorale della Lega aprendo un’accesa polemica. E non è la prima volta che il questore di Reggio Emilia è al cento di discussioni. Pochi mesi fa aveva proposto lezioni di educazione civica ai ragazzi migranti perché, secondo lui,«non hanno la possibilità di apprendere in famiglia alcune regole di educazione civica e potrebbero aderire a gruppi di sbandati causando danni a sé stessi e agli altri». Parole «discriminatorie» secondo i sindacati e il Pd.

O ancora, Bordone sul caso dell’omicidio di Federico Aldrovandi a Ferrara disse:«Se ci fosse stato il Taser (pistola elettrica), Federico sarebbe ancora vivo». Il ragazzo 18enne morì il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia: quattro gli agenti condannati per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi». 

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