Caldo torrido nei nidi di Bologna, ventilatori e “pinguini”: la nuova idea del Comune, ma è la soluzione?

L’emergenza caldo nei nidi di Bologna ha riportato l’attenzione sulle carenze strutturali di molte sedi scolastiche comunali. In risposta all’ondata di calore che sta colpendo la città, l’amministrazione ha distribuito ventilatori e condizionatori portatili, i cosiddetti “pinguini”, nei nidi più critici, promettendo anche un investimento di 200mila euro per installare impianti fissi entro la prossima estate. Ma resta il problema di fondo: a oggi molte strutture scolastiche continuano a non essere adeguatamente climatizzate.

Fino al 18 luglio, 52 nidi comunali resteranno aperti, mentre le scuole dell’infanzia hanno chiuso a fine giugno. In questo periodo, complice un numero inferiore di bambini, l’amministrazione intende sfruttare i dormitori climatizzati per garantire un minimo di sollievo nelle ore più calde. Tuttavia, l’intervento è parziale e lascia fuori molte aree comuni, spesso ancora prive di impianti adeguati.

L’incontro tra Comune e sindacati ha messo sul tavolo la necessità di una pianificazione più ambiziosa. Negli ultimi otto anni, l’amministrazione ha destinato 500mila euro per climatizzare tutti i dormitori dei nidi e metà di quelli delle scuole dell’infanzia. Un intervento che oggi appare insufficiente di fronte a estati sempre più torride, con picchi di umidità, sole battente e scarsa ventilazione.

Gli assessori Simone Borsari (Lavori pubblici) e Daniele Ara (Scuola) riconoscono che «le difficili condizioni climatiche che caratterizzano sempre di più le nostre estati impongono un nuovo approccio al problema». Ma, a oggi, la risposta resta frammentaria. «In questi giorni siamo intervenuti con installazioni di ventilatori e pinguini», aggiungono, spiegando che il personale sta facendo il possibile per gestire l’emergenza e che i nidi saranno monitorati per eventuali nuovi interventi.

Nonostante i ringraziamenti al personale educativo, le criticità non mancano. Le soluzioni adottate – giochi d’acqua, sfruttamento delle zone più fresche, modulazione degli spazi – appaiono più come palliativi che risposte strutturali. «È evidente – continuano gli assessori – la necessità di una pianificazione di interventi» che coinvolga anche le 68 scuole dell’infanzia comunali e le 30 statali.

Il Comune ha annunciato che i 200mila euro disponibili saranno usati per interventi in quelle sedi ritenute più critiche, con l’obiettivo di concludere i lavori entro maggio 2026. Ma per molti, questo non è abbastanza.

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