L’Associazione della Stampa dell’Emilia-Romagna (Aser) ha avviato un’azione legale per valutare una possibile denuncia contro il Comune di Calderara di Reno (Bologna) per esercizio abusivo della professione giornalistica. Il sindaco Giampiero Falzone, infatti, ha recentemente licenziato l’unico giornalista in organico, Renzo Sanna, senza fornire motivazioni ufficiali.
Secondo Aser, nonostante l’assenza di giornalisti iscritti all’Albo, l’amministrazione comunale continua a diffondere comunicati stampa attraverso il proprio indirizzo ufficiale. «Il Comune, infatti – afferma il sindacato dei giornalisti – pur rimasto senza giornalisti iscritti all’Albo, continua a diffondere comunicati stampa ufficiali attraverso la propria mail ufficio.stampa».
L’associazione richiama l’attenzione sulla Legge n. 150/2000, che stabilisce all’articolo 9 l’obbligo per gli uffici stampa comunali di avvalersi di professionisti regolarmente iscritti all’Ordine dei giornalisti. Tale norma, ribadita anche in protocolli siglati con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) a livello nazionale e regionale, sarebbe stata ignorata dal Comune di Calderara di Reno.
Un caso emblematico è l’ultimo comunicato diffuso dall’amministrazione, in cui si annuncia l’esito del «Bilancio Partecipativo 2024», con il progetto vincitore dedicato alla “Sagra dell’ovo casarino”.
Aser ha già espresso pubblicamente il proprio dissenso, manifestando in Consiglio comunale contro il licenziamento di Sanna e chiedendone il reintegro immediato. Inoltre, l’associazione sollecita l’intervento del sindaco di Imola e presidente di Anci Emilia-Romagna, Marco Panieri, affinché venga ripristinato il rispetto delle normative.
Parallelamente, Aser annuncia un esposto all’Ordine regionale dei giornalisti e una denuncia nei confronti di chi sta esercitando abusivamente la professione all’interno del Comune. «Ricordiamo al sindaco – prosegue Aser – che ci pare alquanto disinformato, che l’art. 348 c.p. prevede che chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 10mila a 50mila euro».
L’associazione chiede inoltre una presa di posizione del Partito Democratico, sottolineando come episodi simili non siano compatibili con le tradizioni democratiche della regione. «Speriamo che anche il Pd intervenga su quanto avvenuto a Calderara: non è accettabile che in una terra di grandi tradizioni democratiche come questa siano permessi licenziamenti traumatici e immotivati, tanto più in un Comune guidato dal centrosinistra».

