Fuga di insegnanti dalla scuola Marsili, la denuncia dei genitori sul «frullatore di docenti»

Sedici docenti della scuola primaria “L.F. Marsili” dell’Istituto Comprensivo 4 in zona Corticella a Bologna avrebbero ottenuto il trasferimento in altre scuole, secondo quanto denunciato da un gruppo di genitori e cittadini in una lettera arrivata alla nostra redazione. La segnalazione parla di una situazione di forte difficoltà all’interno del plesso e di un progressivo allontanamento degli insegnanti.

Nella lettera i firmatari descrivono un quadro di instabilità che, a loro dire, riguarda una realtà scolastica fragile e multietnica, dove la continuità educativa avrebbe un ruolo centrale nei percorsi di integrazione. I genitori definiscono la scuola un «frullatore di insegnanti», sostenendo che il ricambio del personale rappresenterebbe il segnale di una crisi più profonda.

Secondo quanto riportato nella segnalazione, i trasferimenti riguarderebbero 16 docenti della primaria Marsili per il prossimo anno scolastico. Per i firmatari della lettera della denuncia non si tratterebbe di un episodio isolato, ma dell’ultimo passaggio di una situazione che si sarebbe protratta nel tempo.

La vicenda è stata anche al centro di una presa di posizione del sindacato Cobas Scuola Bologna, citata nella lettera inviata alla nostra redazione, con iniziative di protesta davanti ai cancelli della scuola.

Al centro delle critiche dei genitori c’è anche la risposta della politica locale. Nella lettera viene contestata la posizione dell’assessore Daniele Ara, accusato dai firmatari di aver ridimensionato il problema sostenendo che «va tutto bene» in assenza di un calo delle iscrizioni.

Per i genitori, però, il numero degli alunni iscritti non sarebbe sufficiente a descrivere la qualità della vita scolastica. «Il numero dei moduli di iscrizione non può e non deve nascondere il vuoto educativo generato da una continua rotazione di personale», si legge nella lettera.

La preoccupazione maggiore riguarda gli effetti sugli studenti, soprattutto quelli delle classi iniziali. Secondo i firmatari, il continuo cambio di insegnanti comprometterebbe la continuità didattica e renderebbe più difficile costruire rapporti di fiducia tra bambini e docenti.

Una situazione che, secondo la lettera, avrebbe un impatto ancora più rilevante in un contesto caratterizzato da una forte presenza multiculturale. «Cambiare continuamente insegnanti mina alle basi i progetti di inclusione sociale e linguistica, penalizzando i soggetti più fragili», sostengono i genitori.

Nella segnalazione arrivata in redazione viene inoltre raccontato un clima di timore tra alcune famiglie, che avrebbe frenato la possibilità di presentare proteste formali. «Il timore diffuso di ritorsioni e ripercussioni dirette sui propri figli blocca qualsiasi protesta formale, costringendoci all’anonimato», affermano i firmatari.

La lettera conclude con la richiesta agli organi competenti di approfondire la situazione e di avviare verifiche sulla gestione dell’istituto. «I nostri figli hanno diritto a una scuola stabile, serena e inclusiva», è l’appello finale del gruppo di genitori e cittadini.

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