Animali fino a 70 gradi nei circhi in Emilia-Romagna, la denuncia della LAV che chiede lo Stop

Temperature fino a 70 gradi nelle strutture che ospitano gli animali, gabbie ritenute non adeguate e presunti episodi di maltrattamento. È quanto denuncia LAV (Lega Anti Vivisezione) è un’associazione insieme alla Fondazione Franz Weber dopo il monitoraggio del Circo Rolando Orfei, attendato a Rimini nei primi giorni di luglio.

Secondo quanto riferito da LAV e Fondazione Franz Weber, gli animali del Circo Rolando Orfei di Rimini sarebbero stati esposti a condizioni ambientali estreme durante le giornate di forte caldo. Attraverso una telecamera termica a infrarossi, le associazioni dichiarano di aver rilevato temperature comprese tra i 30 e i 60 gradi nelle aree di detenzione degli animali, mentre le strutture metalliche e i tendoni avrebbero superato anche i 70 gradi.

Le immagini raccolte, secondo LAV e Fondazione Franz Weber, mostrerebbero animali costretti in spazi ridotti, movimenti stereotipati riconducibili a situazioni di stress e presunti episodi di violenza durante le fasi di spostamento degli animali.

La denuncia sul circo di Rimini

Il monitoraggio è stato realizzato nell’ambito di un’indagine più ampia condotta dalle due organizzazioni sui circhi con animali presenti in Italia. Le telecamere avrebbero seguito 19 circhi attualmente attivi in Italia durante le tournée in nove regioni. Secondo LAV e Fondazione Franz Weber, quanto documentato in Emilia-Romagna non sarebbe un caso isolato, ma rientrerebbe in quello che le associazioni definiscono il “sistema circhi”.

Nel caso del Circo Rolando Orfei, attendato a Rimini nei primi giorni di luglio, le associazioni sostengono di aver documentato anche condizioni di detenzione considerate incompatibili con la natura degli animali e situazioni ritenute umilianti durante gli spettacoli.

Le immagini dell’infiltrazione nel Circo Medini

La denuncia arriva anche dopo la diffusione di immagini raccolte, secondo LAV e Fondazione Franz Weber, da una persona infiltrata per quattro mesi nel Circo Medini, tra gennaio e maggio 2026. Le associazioni spiegano che si tratta della prima infiltrazione di questo tipo realizzata in Italia e che il materiale avrebbe mostrato ciò che accadrebbe dietro le quinte degli spettacoli, con presunte violenze e condizioni di detenzione degli animali. Tutto il materiale raccolto è stato consegnato in esclusiva per l’Italia a Fanpage.it.

Secondo quanto riportato da LAV, dalle immagini emergerebbero anche animali apparentemente denutriti, dromedari sottoposti a pratiche ritenute non idonee durante le operazioni di pulizia, l’assenza di alcuni arricchimenti ambientali e animali costretti a sostare sull’asfalto o su un sottile strato di paglia.

L’associazione ha comunicato di aver già presentato una denuncia alle autorità competenti per chiedere accertamenti sui fatti documentati.

La richiesta al Governo

LAV e Fondazione Franz Weber chiedono al ministro della Cultura Alessandro Giuli di dare attuazione alla legge delega n. 106 del 2022, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. «Da anni come LAV chiediamo al Governo di mettere fine a tutto questo, ma nessun Ministro e nessun Governo ha ancora avuto il coraggio di dire “Basta agli animali nei circhi”», hanno dichiarato LAV e Fondazione Franz Weber, chiedendo l’approvazione definitiva delle norme previste dalla legge delega.

Le associazioni ricordano che oltre venti Paesi europei hanno già vietato l’utilizzo di animali selvatici nei circhi e sottolineano che l’attuazione della normativa italiana è stata rinviata più volte.

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