Anche la Gazzetta di Bologna riceve accessi dagli Stati Uniti, ma non è una prova dell'”ombra Maga”

Anche il nostro giornale riceve ogni giorno accessi dagli Stati Uniti. Il nostro sito web utilizza un firewall che intercetta richieste dagli USA considerate sospette e le blocca automaticamente. Si tratta di un’attività normale per migliaia di siti internet che ogni giorno devono gestire traffico proveniente da tutto il mondo. Strumenti come Cloudflare Bot Management vengono utilizzati per riconoscere e bloccare richieste generate da bot o sistemi automatici. La provenienza geografica della connessione, quindi, non permette da sola di stabilire chi sia realmente dietro un accesso.

Ne parliamo dopo un presunto dossier citato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore secondo cui numerosi commenti critici pubblicati sui suoi social, dopo il presidio promosso dal sindaco e successivamente seguito dagli scontri in centro città, potrebbero provenire da account anomali indicati come provenienti dagli Stati Uniti e con possibili collegamenti alla galassia “Maga”, il movimento politico americano nato attorno a Donald Trump.

Anche Facebook e Instagram possono registrare attività dagli Stati Uniti

Lo stesso principio del nostro sito può riguardare anche i social network. Facebook e Instagram sono piattaforme globali utilizzate in diversi Paesi. I contenuti pubblici possono essere visualizzati da utenti e soggetti che operano online, mentre le piattaforme raccolgono informazioni relative all’utilizzo dei propri servizi e ai dati tecnici delle connessioni.

Meta (società di Facebook, Instagram e WhatsApp) spiega che raccoglie informazioni tecniche, compresi dati come gli indirizzi IP e informazioni sulla rete utilizzata. Attraverso il proprio Transparency Center, Meta descrive, inoltre, le attività svolte per individuare comportamenti non autentici coordinati e reti di account che presentano caratteristiche anomale sulle proprie piattaforme.

Anche sui social possono, quindi , comparire interazioni provenienti dagli Stati Uniti. Questo può avvenire per diversi motivi: utenti reali, account automatizzati, sistemi di analisi, VPN, oppure infrastrutture tecnologiche utilizzate da servizi online. Anche in questo caso, la sola provenienza geografica non permette però di stabilire chi sia realmente dietro un account.

Perché la provenienza dagli Stati Uniti non basta

Un accesso dagli Stati Uniti non equivale automaticamente a un utente americano. Molti servizi digitali utilizzano server e infrastrutture negli USA o in altri Paesi. Inoltre, strumenti come VPN e reti cloud possono modificare la posizione apparente di un collegamento. Per questo motivo, un dato geografico deve essere interpretato insieme ad altri elementi tecnici. Da solo non dimostra l’identità di una persona né l’appartenenza a un movimento politico.

Cosa può rilevare, ad esempio, Talkwalker sui social

Piattaforme come Talkwalker vengono utilizzate per analizzare le conversazioni pubbliche online attraverso strumenti di social listening. Questi sistemi possono individuare comportamenti insoliti, come un aumento improvviso dei commenti, profili con caratteristiche simili oppure reti di account che interagiscono tra loro.

In ambito politico, la piattaforma può essere utilizzata da partiti, candidati e amministrazioni per analizzare il consenso e il dissenso online, capire come viene percepito un determinato argomento e individuare quali temi generano maggiore attenzione o critiche permettendo agli uffici comunicazione di valutare eventuali reazioni e risposte.

Tuttavia, questi strumenti analizzano comportamenti e conversazioni pubbliche, ma non consentono da soli di stabilire l’identità reale degli utenti o attribuire automaticamente un’attività online a uno specifico gruppo politico.

Il caso dei commenti sui post di Lepore

Nel caso del dossier sui commenti social legati a Matteo Lepore, l’analisi avrebbe individuato alcuni elementi ritenuti anomali e una presenza significativa di account indicati come provenienti dagli Stati Uniti. Questi dati possono essere sicuramente oggetto di approfondimento. Tuttavia, la presenza di account stranieri o di attività anomale non costituisce, da sola, la prova di una campagna organizzata dal movimento Maga o da altri soggetti politici. Servirebbero ulteriori elementi tecnici e investigativi per dimostrare un collegamento diretto tra gli account analizzati e soggetti specifici.

Lepore si dice «preoccupato per la democrazia» e ha annunciato che farà denuncia alla polizia postale. Il segretario cittadino del Pd, Enrico Di Stasi, ha dichiarato: «Ciò che ci preoccupa è che possa essere solo l’antipasto di ciò che vedremo».

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