Il quotidiano cattolico italiano Avvenire ha dedicato ultimamente un approfondimento al limite dei 30 chilometri orari nelle città che lo hanno adottato, tra cui Bologna, dove l’amministrazione guidata dal sindaco Matteo Lepore lo ha fatto diventare misura centrale delle politiche di mobilità. Nell’articolo vengono evidenziati gli effetti positivi del limite riguardo la riduzione di incidenti e smog, con riferimento al caso bolognese e a dati e analisi riconducibili a Eurocities.
Ma cos’è Eurocities?
Eurocities è una rete che riunisce oltre 200 grandi città europee con sede a Bruxelles. In pratica è una piattaforma politica e tecnica attraverso cui le amministrazioni locali coordinano posizioni comuni su temi come mobilità, clima e politiche urbane. All’interno di questa struttura opera anche la cosiddetta “Shadow Commission”, un organismo interno che assegna ai sindaci deleghe tematiche per coordinare posizioni comuni e orientare il dibattito politico europeo.
Il ruolo del sindaco di Bologna Matteo Lepore in Eurocities
In questo contesto si inserisce il ruolo in Eurocities del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che è vicepresidente della Shadow Commission con delega alla “just transition”, cioè la transizione ecologica e industriale con attenzione agli impatti sociali ed economici delle politiche climatiche. La sua nomina è riportata ufficialmente da Eurocities nella composizione della struttura politica della rete.

In questo quadro, le indagini e i report di Eurocities, inclusi quelli sui modelli di mobilità urbana come il limite dei 30 km/h, derivano da dati ed esperienze condivise dalle stesse città membri, tra cui anche quelle che applicano direttamente tali politiche come Bologna, appunto. Ma è lo stesso Avvenire che nel suo articolo scrive: «A capo del gruppo di lavoro di Eurocities sulle città a 30km/h è l’assessore a Nuova mobilità e infrastrutture del Comune di Bologna, Michele Campaniello».
Ma di chi è Avvenire?
L’editore del quotidiano Avvenire, che ha pubblicato questo approfondimento sul limite dei 30 km/h, è Avvenire Nuova Editoriale Iraliana S.p.a e la proprietà della società fa capo al 75% alla Fondazione di Religione “Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena”, un organismo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).
Chi è a capo della CEI?
Dal 2022 la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) è guidata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, che è sia arcivescovo metropolita di Bologna, città che ha fatto del limite dei 30 km/h una delle sue principali misure urbanistiche, sia dell’istituzione ecclesiastica che edita (nelle modalità di cui sopra) il giornale Avvenire che ha pubblicato l’approfondimento con i dati di Eurocities.
Il ruolo della rete ecclesiale nei servizi sociali a Bologna
In questo contesto, la Chiesa è presente nell’ambito dei servizi sociali e dell’accoglienza attraverso diverse forme di collaborazione con il sistema pubblico locale. L’amministrazione comunale di Bologna finanzia e organizza una parte rilevante dei servizi attraverso ASP Città di Bologna e contratti pubblici, e in questo quadro la rete ecclesiale è coinvolta spesso come soggetto nella gestione di attività legate all’accoglienza, al Piano Freddo, all’housing e ai percorsi di inclusione abitativa, oltre che in progetti di rigenerazione e spazi sociali.
Il soggetto coordinatore di riferimento, in questi casi, è spesso proprio la Caritas (come avviene in tantissime città italiane) e a Bologna l’arcivescovo Matteo Zuppi (nonchè presidente CEI) è il suo riferimento ecclesiale.
I soggetti istituzionali citati operano in autonomia e con finalità differenti, ma si collocano nello stesso contesto di politiche pubbliche e comunicazione su temi come mobilità, transizione ecologica e sviluppo urbano.

