Il violento nubifragio che ha colpito Bologna mercoledì 15 luglio scorso riporta al centro dell’attenzione il fondo climatico del Comune di Bologna. Il temporale, durato poche ore ma particolarmente intenso, ha provocato danni e disagi in diverse zone della città. Per fortuna non si registrano morti o feriti, ma il vento ha spezzato o danneggiato circa 300 alberi, molti dei quali sono finiti sulle strade o hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco e delle squadre comunali.

Di fronte a un evento di questo tipo torna inevitabilmente alla mente il fondo climatico del Comune di Bologna, annunciato dal sindaco Matteo Lepore circa un anno e mezzo fa. Uno strumento presentato come la risposta dell’amministrazione agli eventi climatici estremi, con l’obiettivo dichiarato di «rendere ordinario ciò che solitamente è straordinario ed emergenziale», ricordando gli ingenti stanziamenti effettuati durante le alluvioni del 2023 e del 2024.

A cosa serve il fondo climatico del Comune di Bologna

Sul sito del Comune si legge che il fondo è stato creato per intervenire su tre fronti: prevenzione, adattamento e riparazione. Tra le azioni previste figurano il sostegno alla messa in sicurezza idrica della città, il rafforzamento della Protezione civile territoriale e la riforestazione urbana.

Proprio quest’ultimo punto è finito al centro delle polemiche nei mesi scorsi. Dal fondo climatico del Comune di Bologna, infatti, sono stati prelevati oltre 128 mila euro per acquistare circa un centinaio di alberelli destinati a creare aree d’ombra in alcune piazze del centro storico. L’intervento è stato disposto attraverso un’ordinanza urgente, evitando così una procedura di gara pubblica.

La scelta aveva già suscitato numerose critiche, soprattutto perché gli alberi piantati erano di dimensioni ridotte e, almeno nell’immediato, non erano in grado di garantire un’effettiva ombreggiatura.

Dopo il nubifragio si riapre il dibattito

Il nubifragio del 15 luglio ripropone ora una questione più ampia. Se il fondo climatico del Comune di Bologna nasce per affrontare gli effetti degli eventi climatici estremi, la destinazione di quelle risorse è stata coerente con gli obiettivi dichiarati?

È una domanda legittima, soprattutto alla luce dei danni provocati dal maltempo. Quei 128 mila euro sarebbero stati più utili per affrontare emergenze come quella che Bologna ha appena vissuto? Oppure l’investimento negli alberelli rappresenta comunque una scelta di adattamento climatico destinata a produrre benefici nel lungo periodo?

La riforestazione urbana è certamente uno degli strumenti riconosciuti per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma altrettanto importante è la capacità di intervenire quando gli eventi estremi colpiscono la città, mettendo in sicurezza strade, alberature e spazi pubblici.

La discussione, quindi, non riguarda soltanto la legittimità della spesa, ma le priorità politiche. Dopo un temporale che in poche ore ha lasciato Bologna alle prese con centinaia di alberi danneggiati, viene spontaneo chiedersi se le scelte compiute dall’amministrazione Lepore riflettano davvero le esigenze più urgenti della città o se una diversa destinazione di parte delle risorse del fondo climatico del Comune di Bologna avrebbe risposto meglio alle aspettative dei cittadini.

foto: Giardini Margherita 16 luglio 2026

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