Bologna e i suoi “rifugi climatici”, la rete contro il caldo fatta di luoghi già esistenti ma semplicemente “ribattezzati”

Biblioteche, musei, case di quartiere e parchi già aperti, gratuiti e accessibili diventano a Bologna “rifugi climatici”. Una definizione più “chic” per indicare spazi pubblici che esistono da anni e che continuano a svolgere le loro normali funzioni, ma che ora vengono inseriti in una rete cittadina contro le ondate di calore.

Dal 2026 gli spazi indicati salgono a 24, dopo un ampliamento di otto unità rispetto alla prima mappatura avviata nel 2025. L’operazione rientra nel progetto Bologna Missione Clima e si presenta come una misura di adattamento ai cambiamenti climatici. Di fatto, però, è una classificazione di luoghi pubblici già esistenti, ma sotto una nuova etichetta.

Dentro la rete finiscono case di quartiere, biblioteche come Salaborsa e Archiginnasio, musei, giardini e parchi già normalmente frequentati dai cittadini. Spazi che non nascono per affrontare emergenze climatiche e che non vengono trasformati in presidi specifici, ma che vengono semplicemente segnalati come punti in cui “trovare sollievo” durante il caldo estremo.

I nuovi ingressi comprendono la Casa di Quartiere Lunetta Gamberini, Katia Bertasi, il Centro sociale Montanari, Fondo Comini e alcuni giardini pubblici come il Renato Bentivogli, il Padre Caroli, Piazza Giovanni XXIII e il Lavinia Fontana. A questi si aggiunge un elenco già consolidato di luoghi culturali e ricreativi della città. «Non si tratta di presidi sanitari e non forniscono assistenza medica», spiega il Comune di Bologna.

I requisiti richiesti per essere inseriti nella rete confermano la natura ordinaria dell’operazione: accesso libero, presenza di acqua, sedute, servizi igienici e, in alcuni casi, aria condizionata. Per i parchi, ombra e fontanelle. Elementi che descrivono dotazioni già tipiche degli spazi pubblici coinvolti.

Per orientarsi è stata realizzata una mappa interattiva sul portale Iperbole, che consente di individuare il “rifugio” più vicino e consultare servizi e orari. Lo strumento raccoglie in un unico sistema luoghi già conosciuti e frequentati, senza modificare la loro funzione o introdurre chissà quali nuove risorse strutturali.

Nella stessa piattaforma sono disponibili anche bollettini meteo, consigli per il caldo e indicazioni sui servizi comunali. Un insieme di informazioni che accompagna quella che, nei fatti, appare più come una ricognizione amministrativa di spazi esistenti.

«L’iniziativa – spiega l’assessora alla Missione clima Anna Lisa Boni – si inserisce nelle azioni che il Comune sta portando avanti per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela della salute pubblica. Le ondate di calore sono tra gli effetti più evidenti della crisi climatica nelle aree urbane e stanno diventando sempre più frequenti e persistenti, con conseguenze particolarmente rilevanti per anziani, bambini e persone in condizioni di fragilità».

In sostanza, una mappa di luoghi pubblici già disponibili viene riorganizzata e presentata come infrastruttura climatica, senza che sul territorio si registrino nuove strutture o interventi sostanziali dedicati all’emergenza caldo.

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