Si è alzato il sipario sulla rassegna estiva di teatro firmata dall’associazione Burattini a Bologna. Le “teste di legno” sono tornate ad esibirsi il 25 giugno scorso nel teatro a cielo aperto della Corte d’Onore di Palazzo d’Accursio in piazza Maggiore, dove rimarranno in scena ogni giovedì fino al 10 settembre. L’edizione 2026 celebra i 220 anni dalla nascita di Filippo Cuccoli, padre di tutti i burattinai bolognesi, aprendo il sipario a due maschere tradizionali legate alla sua figura: il modenese Sandrone e il dottore bolognese Balanzone.

Le prime due serate sono state dedicate al centenario del maestro bolognese Wolfango, con la partecipazione della figlia Alighiera Peretti Poggi, madrina della rassegna, durante lo spettacolo inaugurale.

Il 2 luglio, inoltre, ha visto protagonista un burattino realizzato da Pazzaglia su indicazione dei disegni originali di Wolfango stesso. Durante la rassegna ci saranno anche commemorazioni e ricordi, come, ad esempio, la dedica a Romano Danielli, famoso maestro burattinaio di Bologna recentemente scomparso e protagonista delle passate edizioni.

«La memoria e la storia occupano un posto fondamentale, ma con uno slancio verso il futuro. I burattini sono una grammatica che unisce un pubblico di ogni età e di ogni nazionalità. I burattini possono raccontare qualsiasi storia e tematica viaggiando nel tempo. Da ambientazioni ottocentesche alla Bologna del 2026 il principio fondamentale è sempre lo stesso: l’uso dell’ironia per raccontare la quotidianità», afferma Cristian Camanzi, responsabile della comunicazione dell’associazione.

Un traguardo decennale quello raggiunto dal progetto, sotto la direzione artistica di Riccardo Pazzaglia e con il sostegno del Comune di Bologna, della Regione Emilia-Romagna e, dallo scorso anno, anche del Ministero della Cultura.

foto: Mattia Belletti

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