Scontri dopo il presidio per Fakir, anche i civici chiedono le dimissioni di Lepore: ecco perchè

Gli scontri scoppiati a Bologna dopo il presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore per Abderrahim Fakir provocano nuove reazioni politiche. Dall’opposizione civica arrivano critiche alla gestione dell’iniziativa e richieste di responsabilità nei confronti del primo cittadino. Alberto Zanni, candidato sindaco di Una Nuova Bologna, arriva a chiedere le dimissioni di Lepore e anche Giovanni Favia, fondatore della lista civica “Uniti per Bologna”, contesta la scelta di portare la protesta in piazza prima che siano chiariti tutti gli aspetti della vicenda.

Secondo gli esponenti civici, il Comune avrebbe dovuto mantenere una posizione più prudente in attesa degli accertamenti della magistratura.

Zanni: «Il sindaco doveva evitare tensioni»

Per Alberto Zanni, la convocazione del momento di raccoglimento in centro città avrebbe rappresentato un errore istituzionale, considerando il clima di tensione già presente a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir. «Un sindaco ha il dovere di amministrare la città e di tutelare la sicurezza dei cittadini, non di alimentare tensioni mentre la magistratura ha già aperto un’indagine».

Il candidato di Una Nuova Bologna sostiene che il rischio di degenerazione fosse prevedibile.

«Convocare un raduno in un clima di così forte emotività rendeva prevedibile che potesse trasformarsi in una manifestazione di protesta e, di conseguenza, aumentava concretamente il rischio di disordini e tensioni che poi si sono riversati sulle spalle dei bolognesi. Era tutto prevedibile ed è quello che è successo».

Favia attacca Lepore: «Era tutto terribilmente prevedibile»

Anche Giovanni Favia interviene sulla vicenda con un duro messaggio pubblicato sui social. Il fondatore di “Uniti per Bologna”, lista civica nata in contrapposizione all’amministrazione Lepore, critica la scelta di convocare una manifestazione nel cuore della città in una fase di forte tensione.

«Era tutto terribilmente prevedibile. Non credo che il sindaco, ammesso che abbia senso chiamarlo così, fosse così ingenuo. Convocare una manifestazione in pieno centro, con la tensione che si respira a Bologna da ieri, non poteva che portare a questo risultato. Si, ti sei fatto vedere da una piazza gremita, ma poi? DIMISSIONI».

Condividi