Costringe la sua compagna a un rapporto sessuale, arrestato 32enne

Dinanzi al rifiuto della donna, che voleva restare vergine fino al matrimonio, l’uomo aveva iniziato a minacciarla fino poi a costringerla a un rapporto sessuale.

Avrebbe costretto la sua compagna a un rapporto sessuale nonostante lei volesse arrivare vergine al matrimonio. Per cercare di convincerla a farlo, prima della violenza, l’avrebbe minacciata dicendole di mostrare alla famiglia di origine della ragazza alcune foto che l’avrebbero messa in serie difficoltà nei confronti dei familiari perché vicina a un altro uomo. È successo mercoledì a Imola dove un 32enne di origine pakistana è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ed atti persecutori nei confronti della propria compagna, sua connazionale. Il procedimento trae origine dalla denuncia presentata lo scorso mese di maggio dalla vittima che si era presentata in ospedale riferendo di aver subito una violenza sessuale dall’uomo, a casa di quest’ultimo.  

La vittima raccontò di avere intrapreso una relazione con l’uomo dall’inizio di quest’anno, ma che non aveva consumato con lui alcun rapporto sessuale, in quanto la propria religione le imponeva di arrivare illibata al matrimonio. Dinanzi al rifiuto alle avances da parte del compagno, quest’ultimo aveva iniziato a minacciarla e l’avrebbe costretta a un rapporto sessuale. 

Le indagini della polizia di Bologna hanno rivelato elementi di prova contro l’uomo il quale, secondo l’accusa, perseverava in un atteggiamento persecutorio ai danni della compagna, tanto che lo scorso 11 giugno fu arrestato in flagranza nelle adiacenze dell’abitazione della ragazza. Successivamente all’udienza di convalida gli veniva applicata la misura degli arresti domiciliari. Nonostante continuava a inviare messaggi minacciosi anche tramite colpi di pistola contro la casa dei parenti della vittima in Pakistan un paio di settimane fa. 

L’attività investigativa attivata da questa Squadra Mobile, culminata con l’esecuzione di una perquisizione domiciliare, personale ed informatica ha permessi accertare che l’uomo, nonostante il regime degli arresti domiciliari, proseguiva nelle sue condotte persecutorie tramite l’utilizzo di un profilo social, nonché di un ulteriore telefono cellulare nascosto all’interno della sua stanza ed intrattenendo comunicazioni telefoniche così contravvenendo alle prescrizioni impostegli dalla misura cautelare cui era sottoposto. Per questo nei confronti dell’uomo è stata disposta la custodia cautelare in carcere. 

L’uomo, tra l’altro, non era nuovo a questo genere di comportamenti, visto che annovera un precedente del tutto analogo del settembre 2020, quando si era reso responsabile di atti persecutori, minacce e violenza sessuale nei confronti della donna che frequentava in quel periodo. 

 

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