Non si terrà in piazza Galvani il presidio annunciato dal comitato “Remigrazione e Riconquista” sabato 9 maggio. La riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura ha, infatti, indicato lo spostamento dell’iniziativa verso piazza della Pace, nella zona dello stadio. La scelta nasce dalla valutazione dei possibili rischi legati alla gestione dell’ordine pubblico nel centro storico, dove l’evento era inizialmente previsto. L’area individuata viene considerata più idonea a contenere eventuali criticità, pur in assenza, al momento, di manifestazioni contrarie già annunciate.
La proposta di cambio sede sarà comunicata agli organizzatori nel corso di un incontro in Questura, dove si capirà se il comitato promotore accetterà la nuova collocazione o insisterà per mantenere piazza Galvani. Il numero dei partecipanti attesi si aggira tra le 100 e le 150 persone. In un post su Facebook di 2 giorni fa gli organizzatori scrivono: «Precisiamo che il nostro presidio è stato regolarmente preavvisato con Pec in data 22 aprile e che in assenza di una comunicazione ufficiale della Questura la manifestazione rimane confermata per le ore 16 in Piazza Galvani».
La decisione arriva nonostante la richiesta del sindaco Matteo Lepore e dell’amministrazione comunale di non autorizzare l’evento (cosa che sia loro sia il governo non fecero prima degli scontri -annunciati – a margine della partita della Virtus-Maccabi) La linea emersa dal tavolo in Prefettura ha, invece, portato a una soluzione intermedia, con lo spostamento in un’area periferica rispetto al centro cittadino.
La vicenda ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Stefano Cavedagna, europarlamentare di Fratelli d’Italia, critica le richieste di stop arrivate dal centrosinistra: «Come FdI respingiamo le richieste avanzate da Pd e Coalizione Civica che chiedono di negare delle manifestazioni, poi scendono in piazza con chi attacca le forze dell’ordine e mette a ferro e fuoco la città. È grave che si voglia negare un corteo sulla base delle idee e non su come si comporta in piazza».
Sulla stessa linea Giulio Venturi di Forza Italia, che parla di un atteggiamento del Comune: «Siamo di fronte alle posizioni antidemocratiche del Comune che etichetta come di ‘estrema destra’ ciò che non gli piace e cerca di boicottarlo. La democrazia sia dare voce a tutti, soprattutto a chi la pensi diversamente».
Critiche opposte arrivano invece dal Partito Democratico. Il deputato Andrea De Maria definisce l’iniziativa «un insulto ai valori democratici e costituzionali della nostra città, Medaglia d’ Oro della Resistenza» e annuncia possibili iniziative parlamentari. Il segretario provinciale dem Enrico Di Stasi la descrive come un evento «che si basa su farneticanti teorie che riportano ai tempi più bui della nostra storia e ai totalitarismi».

